lunedì 10 aprile 2017

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L’America allerta 150mila riservisti. Guerra in vista?

Sta per iniziare una vera guerra? I segnali che giungono in queste ore
sono molto allarmanti. L’esercito americano sta inviando in queste ore
a 150 mila riservisti delle lettere con un preavviso di mobilitazione.
L’annuncio ufficiale del ministero della Difesa dovrebbe essere dato a
breve, ma alcuni riservisti che hanno già ricevuto la missiva lo
stanno raccontando ad amici e parenti, i quali iniziano a far
circolare le notizia. Secondo queste indiscrezioni, provenienti dagli
Stati Uniti, l’obiettivo del Pentagono sarebbe di poter disporre di
questa forza entro un paio di settimane dall’annuncio della
mobilitazione vera e propria. Il messaggio che viene lanciato in
queste ore è chiaro: decisioni potrebbero essere imminenti, tenetevi
pronti a partire.

Centocinquantamila riservisti: per fare cosa? Un attacco in grande
stile alla Siria? Colpire prima Damasco e poi Teheran? O l’obiettivo è
la Corea del Nord? Purtroppo la sciagurata svolta di Donald Trump –
che si è arreso ai neoconservatori facendo propria l’agenda strategica
che in campagna elettorale aveva promesso di combattere – autorizza
qualunque ipotesi. Anche quella più drammatica e sconvolgente di una
guerra alla Russia di Putin.

E non è un caso che Assad, il governo iraniano e il Cremlino in
queste ore abbiano dichiarato che “l’attacco americano alla base
siriana ha superato molte linee rosse * che da adesso in avanti
“risponderemo con la forza a qualunque aggressione”.

Questo significa che Putin ha perso ogni speranza di raggiungere un
accordo con Washington. E che si prepara agli scenari peggiori.

Attenzione, e mi angoscia molto scriverlo, ma da diversi decenni la
pace nel mondo non è mai stata così a rischio.

Maria Doss
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La Repubblica Ceca si è sganciata dall'Euro.
Quindi la UE perde ancora pezzi.

La Repubblica Ceca ha sempre mantenuto la corona, ma aveva adottato un
meccanismo di ambio fisso con l'euro, che ora ha abbandonato.
Anche la Svizzera lo aveva adottato, rinunziandovi all'inizio del
2015, ed abbandonando ogni progetto di adesione all'euro ed all'unione
minuscola europea.



Abbattiamo la Frode Bancaria e il Signoraggio

Gli stessi tipi di squallidi figuri che ieri sostennero I
bombardamenti di Bush in Irak, oggi sostengono i bombardamenti contro
la Siria.
Eppure, dopo aver accusato l' Irak di essere in possesso di armi
chimiche e distrutto la vita di un milione di Irakeni, lo stesso Bush
dichiarò di essersi sbagliato.
Il macabro miserabile film si replica oggi in Siria e questi ottusi
commentatori continuano a sostenere gli autori di tali crimini.
C'è, e questo è il grande guaio, la complic...



Dario Capparuccia L'Iraq è piena di uranio radioattivo che ogni giorno
nascono Bambini con malformazioni, ma i media tacciono.


Abbattiamo la Frode Bancaria e il Signoraggio



Ripassino di storia comparata.
Il Presidente Garfield poco prima del suo assassinio, dichiarò che
chiunque controlla la fornitura della moneta controlla gli affari e le
attività delle persone.
Thomas Jefferson ci avvertì duecento anni fa che una banca centrale
privata che emette moneta pubblica era una minaccia più grande per le
libertà delle persone di un esercito invasore armato”.
La Siria di Assad ha moneta e sistema bancario nazionali statali.
Così era pure la Libia di G...


Abbattiamo la Frode Bancaria e il Signoraggio

COREA DEL NORD E SIRIA SONO I PAESI CHE MANCANO AI ROTHSCHILD PER IL
DOMINIO GLOBALE.

Cominciate a farvi qualche domanda

Rothschild è una famiglia di banchieri molto nota e facoltosa del XIX
secolo, di origine Ashkenazi, che attraverso le sue sedi di Vienna,
Parigi, Londra, Napoli e Francoforte controllava più o meno
direttamente le politiche dei paesi che finanziava.

Maria Doss
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Accademiadellalibertà 80 BANCHE CENTRALI (DI TUTTO IL MONDO) IN FUGA DALL’EURO, SOSTITUITO DALLA STERLINA

80 BANCHE CENTRALI (DI TUTTO IL MONDO) IN FUGA DALL’EURO, SOSTITUITO
DALLA STERLINA

Posted by ennedieffe on 8 aprile 2017

Sorgente: NOTIZIA BOMBA CENSURATA IN ITALIA: 80 BANCHE CENTRALI (DI
TUTTO IL MONDO) IN FUGA DALL’EURO, SOSTITUITO DALLA STERLINA – Il
Nazionalista – Quotidiano di libera informazione – ilNazionalista.it
giovedì 6 aprile 2017

LONDRA – E’ passato quasi un anno da quando gli elettori britannici
hanno deciso di uscire dalla UE e tale decisione, lungi dal
danneggiare l’economica britannica, l’ha rafforzata enormemente visto
che ha tassi di crescita che i paesi dell’eurozona possono solo
sognare. La crescita del Pil del Regno Unito per il 2017 è prevista
vicinissima al 2%, contro la migliore della zona euto, quella tedesca,
che non ci arriverà neppure per sbaglio. Al massimo, la Germania
segnerà un +1,7%. Per non dire dell’indice di crescita dei consumi,
che è balzato a +3% con in testa il mercato automobilistico in
crescita di quasi il 4%.

Ma se tutto questo non bastasse per spiegare che la Brexit è la chiave
di volta di una crescita senza precedenti dell’economia e della
società britannica, adesso un’altra notizia conferma la forza e la
resilienza del Regno Unito. Una notizia che non farà piacere a chi
“ama” l’euro.

Nei giorni scorsi il Financial Time ha pubblicato un sondaggio fatto
dal colosso bancario multinazionale HSBC e dalla rivista delle banche
centrali Central Banking il quale rivela che ben 80 banche centrali a
livello mondiale stanno riducendo la loro esposizione in euro e
aumentando quella in sterline.

I motivi dell’abbandono dell’euro sono da ricercarsi nei tassi
d’interesse negativi legale alle politiche di quantitative easing
della BCE, nella bassa crescita delle economie dell’eurozona e
nell’instabilita’ politica della stessa.

Il fatto che il governo britannico abbia avviato le negoziazioni per
uscire dalla UE non ha affatto influito sulle decisione dei banchieri
centrali, i quali vedono nella Gran Bretagna una nazione e un mercato
con ottime prospettive di lungo periodo e come alternativa migliore
all’area euro.

Il 71% degli intervistati ha dichiarato che le sterlina e’ un
investimento attraente nel lungo periodo e anzi per loro la Brexit
significa avere un’opportunita’ in piu’ per diversificare i loro
investimenti.

Questa rivelazione e’ importantissima visto che gli intervistati
gestiscono qualcosa come l’equivalente di 6mila miliardi di euro di
riserve e quindi la loro opinione molto negativa sull’euro dovrebbe
far tacere tutti coloro che si ostinano a difendere la moneta unica
nonostante i suoi fallimenti.

Tale sondaggio spiega il recente aumento della sterlina sull’euro che
si e’ rivalutata del 2,63% e nei prossimi mesi non sono da escludere
altre sorprese specie se la Grecia dichiarerà il default sui prestiti
fatti dalla troika.

Questa notizia e’ stata riportata dal Financial Times, da Russia Today
e da qualche altro blog finanziario ma e’ stata completamente
censurata in Italia perche’ sarebbe parecchio scomoda per la nostra
classe politica che vuole far credere agli italiani che l’euro sia
stato un enorme successo.

Noi ovviamente non ci stiamo e abbiamo riportato questa notizia
perche’ vogliamo che gli italiani sappiano la verita’.

GIUSEPPE DE SANTIS – Londra

Maria Doss

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