domenica 26 marzo 2017

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http://www.byoblu.com/post/video-dal-web/becchi-la-prova-la-germania-creato-leuro-metterla-quel-posto


Marine Le Pen vola e non solo nei sondaggi segreti. Attenti alle sorprese…

Siamo sicuri che Macron abbia in pugno la vittoria alle presidenziali?
Come già accaduto per la Brexit e in occasione dell’elezione di Trump,
l’immagine proiettata dai sondaggi e amplificata dai media mainstream
rischia di essere , ancora una volta, ingannevole. Che cosa dicano lo
sapete: Macron va bene, è alla pari con la Le Pen e, naturalmente, ha
vinto il dibattito televisivo con i candidati all’Eliseo. Scremando la
propoganda, la realtà appare diversa. Non si tratta di fare il tifo
per un candidato o per l’altro ma di analizzare, per capire.

Diciamola tutta: Marine Le Pen, oggi, è largamente in testa. Per tre ragioni.

La prima è emersa nei giorni scorsi e qualche commentatore l’ha già
prontamente rilevata. E’ accaduto che un giornalista di Le Figaro si
lasciasse sfuggire che, secondo i sondaggi segreti, ben diversi da
quelli diffusi ogni giorno, la Le Pen sarebbe in testa con il 34% dei
voti, dunque almeno 8 punti in più rispetto al 26% di cui è acceditato
Macron.

La seconda ragione trova ispirazione in un’altra fonte autorevole, il
Financial Times, che rivela come il 40% dei giovani francesi sia
intenzionato a votare per la candidata del Fronte Nazionale. Macron
raccoglie la metà dei consensi, appena il 20%. Come si spiega?
Ascoltiamo il FT:

La frustrazione tra i giovani per la mancanza di lavoro e le cattive
prospettive economiche costituiscono gran parte del fascino del FN.
Sotto il governo socialista di François Hollande la disoccupazione è
rimasta ostinatamente alta, il doppio del livello di Regno Unito e
Germania. La disoccupazione giovanile è al 25 per cento – dal 18 per
cento del 2008. (…) “In Francia per un numero crescente di giovani
meno istruiti il fatto che passeranno buona parte delle loro vite in
una situazione economica precaria è quasi una certezza,” dice il
politologo Joël Gombin.



Inoltre, ed è molto significativo, oggi Marine Le Pen non viene più
percepita, soprattutto dai giovani, come un candidato xenofobo. Cito
ancora il Financial Times:

Negli ultimi dieci anni, e in particolare a partire dal 2011 sotto la
guida di Marine Le Pen, il partito ha cercato di rimodellare la
propria immagine. I funzionari, per esempio, ora parlano di
“immigrazione”, piuttosto che di “immigrati”, e si oppongono
all’”Islam radicale”, piuttosto che all’ “Islam”, mentre i temi sui
quali il partito organizza le sue campagne si sono ampliati oltre la
sicurezza e l’immigrazione, per includere un messaggio
anti-globalizzazione focalizzato sull’economia.

Dunque da forza di estrema destra, il Fronte Nazionale si è
trasformato in un movimento di protesta che non si lascia più
imbrigliare negli schemi politici classici. Certo, difende l’identità,
i valori della Nazione francese ma presentandosi sempre più come forza
neogollista ovvero come legittime erede di una corrente, che il
centrodestra tradizionale ha progressivamente abbandonato. In un’epoca
in cui i programmi della destra moderata e socialisti tendono a
convergere, elidendosi, e in cui i partiti di sinistra, contaminati
dai disastri della presidenza Hollande, appaiono in crisi di
credibilità, la Le Pen si propone come colei che sa interpretare il
forte malessere sociale di una parte importante della società
francese. E’ conservatrice e al contempo sociale. Crede nel libero
mercato ma attacca una globalizzazione che privilegia le
multinazionali. Non eccede mai nei toni, per non spaventare
l’elettorato borghese, e dimostra un notevole livello di preparazione,
ad esempio nella critica all’euro e all’Unione europea.

Si è riposizionata sul centrodestra, occupando lo spazio lasciato
libero da Sarkozy e ora da un Fillon azzoppato dagli scandali, e oggi
Marine Le Pen riesce a presentarsi come un leader di rottura ma
credibile, in grado di catalizzare, oltre ai voti della vecchia
Francia iperconservatrice, anche quelli, nuovi e arrabbiati, di una
gioventù che un tempo votava per la gauche. Di fatto può pescare in
ogni area politica.

La terza ragione è un po’ tecnica ma fondamentale. Lo sappiamo: Donald
Trump ha vinto le elezioni grazie al sostegno conquistato sui siti
internet e sui social media. E oggi in tutti i Paesi occidentali la
capacità di persuasione del web è almeno pari, ma in certi casi
addirittura superiore, a quella della tv e dei media tradizionali.
Immagino già l’obiezione: la Francia non è l’America. Vero, però è la
patria del Minitel ovvero di quello che è stato il primo vero social
media, ed è un Paese assai digitalizzato. Ecco perché, anche a Parigi,
per valutare il peso di un candidato bisogna non lasciarsi
condizionare dal “rumore mediatico” che – in Francia oggi, come in
America ieri – dà per sicura l’elezione di un solo candidato. Là era
Hillary, qui è Macron.

Sui social media i ruoli si ribaltano. Macron è indietro, mentre
Marine batte tutti, come rileva un’altra fonte insospettabile,
l’Huffington Post, a margine del dibattito tra i candidati dell’altro
giorno, che, secondo i media, è stato vinto dal giovane ex ministro
dell’economia di Hollande, ma che, stando al sentiment di Facebook e
di twitter, é andato alla Le Pen (per i dettagli vedi qui).

Un responso che riflette la presenza complessiva sui social. Marine si
è mossa per tempo e decisamente bene. Su twitter conta 1,34 mln
followers ed ha molto più seguito di Melenchon (1 milione di
follower), di Macron (577mila), di Fillon (461mila) e di Hamon
(348mila). Su Facebook il distacco è ancora più ampio: ha 1.258.777
fan, rispetto a Melenchon (709.130 fan), Fillon (311.377), Macron
(228.398) e Hamon (148.107). Numeri che sono importanti ma che da soli
non sono del tutto significativi. Per valutarne il peso occorre
stimare la capacità di mobilitazione – e dunque di “contagio digitale”
– che è determinata dalla quantità dei post e dall’assiduità dei fan.
E anche qui, pochi dubbi: la motivazione dei sostenitori di Marine
appare molto più elevata di quella degli altri candidati e soprattutto
di Macron.

Questo significa che la Le Pen conquisterà l’Eliseo? Non corriamo,
qualunque previsione è prematura, tanto più in un sistema elettorale a
due turni. Significa, però, che la sua vittoria non può più essere
esclusa, perché la sua candidatura è molto più strutturata,
politicamente, e molto più radicata, socialmente, di quanto i suoi
avversari siano disposti ad ammettere. I quali preferiscono far finta
di non vedere e continuano a confidare nella propaganda tradizionale,
amplificata dai media, tutti schierati contro Marine.

Una situazione che ricorda, ancora una volta, quella delle
presidenziali americane. Attenti alle sorprese…
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  P2 - Gesuiti, Illuminati, Cavalieri di Malta, Opus Dei e la Controriforma

https://youtu.be/ebvIMzk5Zjg

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 https://www.youtube.com/watch?v=0ugp0xprwPI


Posted: 25 Mar 2017 06:09 AM PDT
Ciao Dio, lo sai non ti chiedo quasi mai nulla, ma oggi potresti fare una cosa per me?
A Milano arriva un tizio ( a nostre spese ) che dice di essere tu in terra.
In pratica non dice mai nulla di illuminante, solo raffiche di stronzate per babbei addestrati.
Ecco, potresti far piovere su Milano e dintorni?
Non tanto per bagnare il tizio che viene vestito la mattina, lui ha la tettoia ( a nostre spese ) ma per i babbei.
Grazie, a buon rendere.

 tramite- Maria Doss

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