venerdì 10 marzo 2017

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VERGOGNA DE BENEDETTI: NON SOLO RUBA A MONTEPASCHI, ADESSO SI FA PAGARE DAGLI ITALIANI IL BUCO DELLE AZIENDE

 

Imola oggi Torino: finanza islamica, mense halal e reparti ospedalieri conformi alla sharia Salvini, ispezione alla Caserma Montello: ecco la dolce vita dei “migranti”

Torino: finanza islamica, mense halal e reparti ospedalieri conformi alla sharia

NEWS, POLITICA giovedì, 9, marzo, 2017

Dalle due salette separate allestite per la preghiera del mezzogiorno
è un via vai di uomini in giacca e signore col velo.

L’odore del caffè è l’unico profumo che emana il buffet completamente
halal, senza carne di maiale, come vogliono i dettami musulmani.
L’alcol è bandito. Nella fila di bottiglie accanto alle caraffe di
succhi di frutta il vino è rigorosamente analcolico. Lo produce
un’azienda italiana che qui sponsorizza la propria certificazione
religiosa formato Allah. Gli hotel nei dintorni erano stati
accuratamente formati in vista dell’evento: Corano nelle stanze,
tappetino e menù muslim friendly. Non siamo sotto la bandiera della
Mezzaluna, ma sotto quella grillina del sacro blog, nel secondo comune
a guida M5s. Centro congressi di Torino, terzo forum della finanza
islamica, il primo della nuova amministrazione con cui Chiara
Appendino ha archiviato l’era Fassino.

Due giorni di full immersion nel vocabolario finanziario e culturale
dell’Islam per costruire una città a misura di Sharia, dentro le
etichette di «integrazione» e «opportunità economica». «È l’unico
convegno di questo genere organizzato da un comune», ha detto la
sindaca della due giorni che segue la missione istituzionale a Dubai
dello scorso ottobre. «Noi guardiamo con grande interesse a questo
mondo non solo per le indubbie capacità di business ma per la tendenza
all’inclusione sociale». Eccola, la strada tracciata per diffondere il
«nome di Torino a Oriente», sintetizza il suo assessore al commercio
Alberto Sacco.

L’occhio è rivolto al turismo d’élite e ai fondi di investimento. Ma
non è tutto. In verità, la Torino «modello», come la definisce la
comunità islamica locale, sta già cambiando pelle sulle esigenze dei
50mila immigrati residenti sotto la Mole, a maggioranza marocchina e
magrebina. Oltre 5.400 pasti halal serviti ogni giorno nelle mense
scolastiche, corsi di cucina musulmana nelle classi degli istituti
professionali dove studiano aspiranti cuochi italiani. E poi,
protocolli di intesa in ambito sanitario, per istituire reparti che
rispettino le rigide prescrizioni sulla promiscuità e sulla
separazione dei sessi, ci spiega il professore Pietro Biancone,
docente di finanza islamica all’Università di Torino. Un discorso
«aperto anche con le farmacie», per portare al banco medicinali dagli
ingredienti compatibili con il credo. Resta l’ultimo tassello. La
finanza. E il mercato immobiliare.

Gli islamici «non comprano case», perché i mutui sono vietati dai
principi etici della finanza musulmana, che esclude qualsiasi
strumento finanziario che comporti degli interessi. Ecco perché
nell’attesa che si avveri il sogno della prima banca islamica italiana
proprio a Torino, il Comune, confermano Biancone e l’assessore Sacco,
discute con i tribunali di un protocollo per consentire agli
acquirenti il pagamento a rate degli immobili sulle vendite a incanto.
«Se si offre loro la possibilità di accedere al credito senza violare
le prescrizioni del Corano permettendogli di acquistare una casa o di
aprire una attività, si può compiere un passo verso l’inclusione
sociale», riflette Appendino.

E se per il capogruppo leghista Fabrizio Ricca «non è così che si fa
l’integrazione», Lorenza Morello, professionista torinese che si
occupa di finanza commenta: «Colpisce di questa convention il pranzo
halal e la preghiera. Si immagina se facessimo così a Cernobbio? E in
un momento di difficoltà di accesso al credito certe misure non
possono che apparire dei favoritismi».

Ludovica Bulian per il giornale


Salvini, ispezione alla Caserma Montello: ecco la dolce vita dei “migranti”

In risalto, NEWS giovedì, 9, marzo, 2017

Video reportage di Claudio Bernieri

La Montello a Milano: 300 (o forse più) clandestini vivono comodamente
da agosto in quella che viene soprannominata ormai “Caserma
Mediterranee” : un resort di lusso. Sfrattati i poliziotti, usciti i
militari, restano i “turisti per sempre”, i fortunati africani che il
comandero Majorino e il compagno Beppe Sala hanno selezionato dai
gommoni sans frontieres con una specie di lotteria tra i pendolari di
rotta balcanica o tripolitana: primo premio, vitto, alloggio, bonus,
cellulari, biglietti del tram, vestiario firmato e pocket money. Il
premio della lotteria “Montello” non viene però sorteggiato in qualche
festival dell’Unità o alla Esselunga, ma al Comune di Milano .
Ovviamente tutto pagato, non dal Pd, ma con le tasse dei contribuenti.

E que viva siempre la Dolce Vita alla caserma Mediterranèe! I
residenti del quartiere non possono entrare alla Montello e così hanno
chiesto a Matteo Salvini di verificare cosa succede in questo
chiaccherato residence esclusivo. Accompagnato dall’assessore alla
sicurezza della regione Lombardia Simona Bordonali, Salvini è
arrivato.. Nessun leader locale di un certo peso è presente alla
visita di Salvini & Bordonali. Si sono visti per caso Parisi?
Mardegan? Fidanza? Casapound? I liberali?

La coppia della Lega entra e poi racconta: mancano solo i campi da
tennis, la sauna, il night e la piscina in questo super residence per
africani che molti indicano come un centro di smistamento per
lavoratori (in nero) dell’elemosina . Il racket della questua impiega
infatti migliaia di disperati, organizzati con pulmini e cellulari,
per ripulire di spiccioli le tasche dei milanesi. E molti alloggiano
alla Montello.

Il caporalato qui si vede all’opera a sera : i boss del racket
arrivano coi pulmini e ritirano l’incasso ai Turisti per Sempre
alloggiati alla Caserma Mediterranee.

Un business, quello dell’elemosina, coordinato dalla mafia nigeriana
che da Benin City dirige e incassa, con buona pace del cardinal Scola,
il traditore di don Giussani.

I residenti girano a Salvini le foto degli africani ospiti nella
caserma che spesso fanno i loro bisogni (da grandi maleducati e senza
bon ton) nei giardinetti della zona…Ma come? Non sono sufficienti i
bagni nel resort?

Il prefetto, che nega l’accesso ai residenti del quartiere, non ha
potuto fermare l’europarlamentare e l’assessore alla sicurezza
lombarda.… la gente accorre davanti alla Caserma Mediterranèe.…
finalmente dei rappresentanti dello stato entrano in questa caserma 5
stelle per nullafacenti africani che vivono alle spalle dei milanesi….
Passano per rifugiati, ma quasi nessuno arriva da zone di guerra.

Gli ospiti, i Turisti per Sempre, i vincitori della lotteria Montello
entrano ed escono liberamente : il tempo passa presto, chiedendo
l’elemosina davanti ai negozi della città o giocando con le slot
machine nei bar della zona: altri fanno shopping nel centro di Milano,
visitano musei, guardano ammirati le palme e i banani in piazza Duomo,
e poi a sera organizzano particelle a pallone nel bel campo
all’interno del resort.

Il circo della stampa attende che Salvini e la Bordonali escano dalla caserma .

Alcune suffragette buoniste dell’Anpi si fanno pubblicità davanti ai
flash: pare che le pie femministe e punkabbestiette sui quaranta, che
non hanno mai fatto nessuna guerriglia in montagna, alla domenica
affollino la messa nella cappella della caserma, per poter così
parlare con i “turisti per sempre”. Convinceranno le pie donne i
clandestini ad iscriversi all’Anpi? A entrare nei boy scout di papa
Imbroglio? Chissà.

Loro, gli africani in vacanza, firmatissimi, muniti di gadget costosi,
vestiti alla moda casual, con un look più da Rimini, che da nebbia di
Milano, intanto girano con la cuffia con musica rap e via sopra i
mezzi in un amen.. Tutto è pagato dai meneghini…Roba da far rivoltare
nella tomba i veri partigiani che lottarono contro i nazisti . Oggi la
nouvelle Anpi è a fianco dei nuovi invasori. Corsi e ricorsi della
storia. I Turisti per Sempre serviranno probabilmente alla giunta del
compagno Beppe Sala per taroccare le prossime elezioni in Lombardia.
Con qualche cavillo verrà dato il diritto di voto a migliaia di
clandestini per nuove elezioni falsate, come già è successo con i
cinesi alle primarie del Pd e con gli accordi con i tagliagole
islamici dei Fratelli Musulmani…

Salvini parla amaramente di una sconfitta: “non siamo riusciti a
bloccare l’arrivo dei clandestini alla Montello”, dice con rammarico.
Ora i compagnuzzi del Pd riaprono le danze: nuovo bando per ospitarne
qualche migliaio provenienti dall’Africa. Paga pantalone. Chissà,
forse verrà la Boldrini ad inaugurare la nuova season, magari con uno
spettacolo di danza del ventre nel night aperto nella Montello
Mediterranee..

Come è triste e chiara la catastrofe in cui sprofonda Milano, vista
dalle “non-barricate” della Montello. In un paese normale, i
cittadini, i patrioti, i liberali sarebbero insorti indignati contro
questo sperpero di denaro pubblico, si sarebbe sdraiati davanti
all’ingresso della Montello, ad agosto, per impedirne l’arrivo.

Pochissimi invece ad agosto i residenti mobilitati. I residenti ora
mugugnano: e sognano di sdraiarsi davanti all’entrata della Caserma,
finalmente consci di essere stati ingannati dalla amministrazione
falcemartellata: gli pseudo rifugiati dovevano stare alla Montello per
soli tre mesi . Ora la giunta rifà un altro bando, e organizza per
maggio una Stramilano dei Clandestini. Ma pochi sono pronti a
partecipare con meneghini sgiaffoni ai giochi senza frontiere di Pasha
Beppe e dell’orso Majorino.

E la Milano delle Cinque Giornate precipita nel suicidio assistito.

“Gli africani sanno che siamo un paese senza spina dorsale e
arriveranno in massa” dicono ora i residenti del quartiere. Intanto le
suffraggette buoniste distribuiscono al circo della stampa zerbino un
adesivo in cui la zona di viale Certosa viene battezzata “ zona
solidale”. Non sarebbe meglio scrivere milanesimamente “Zona ad ufo”?

Ecco il resoconto della Rossa e Solidale Dolce Vita alla Caserma
Mediterranee dove il carnevale, lo sport, la vacanza, la buona cucina
e il riposo ristorano il Michelasso africano: mangiare, bere e andare
a spasso.
tramite:Maria D

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