venerdì 10 marzo 2017

COSE CHE VOI POVERI UMANI NON POTRETE MAI CAPIRE





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ACCADEMIA DELLA LIBERTA' Chiudono gli ospedali ma lei ESULTA COSE CHE VOI POVERI UMANI NON POTRETE MAI CAPIRE

Chiudono gli ospedali ma lei ESULTA

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COSE CHE VOI POVERI UMANI NON POTRETE MAI CAPIRE


E' in arrivo l'esercito europeo?

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Dettagli Categoria: Geopolitica Pubblicato: 06 Marzo 2017 Letture: 2284

L'unione Europea ha approvato la creazione di un quartier generale
militare per le operazioni al di fuori dell'Europa. Lo ha annunciato
oggi il ministro della difesa tedesco, Ursula von der Leyen,
definendolo "un passo dovuto ormai da molto tempo".

"Oggi abbiamo compiuto un passo molto importante verso la sicurezza e
la difesa dell'Unione, perchè stiamo diventando molto concreti" ha
detto la von der Leyen.

Le ha fatto eco la nostra Mogherini, che ha commentato: "il nuovo
centro operativo ci permetterà un approccio più efficace alle attuali
missioni di addestramento militare".

Non è chiaro se questo nuovo quartier generale si porrà come un
semplice duplicato del sistema NATO, oppure come vero e proprio
concorrente della stessa. Infatti, la von der Leyen ha anche
dichiarato: “Abbiamo assistito ad una enorme spinta verso la
modernizzazione da parte della NATO, negli ultimi 3 anni, dovuta al
comportamento [aggressivo] del Cremlino. Questo è stato giusto e
importante, ma io credo che dovremmo investire almeno la stessa
energia nella modernizzazione della sicurezza e della difesa
dell'unione Europea".

Insomma, la NATO si rinforza contro la Russia, la Russia si rinforza
per rispondere alla minaccia NATO, ed ora l'EU prepara un proprio
esercito per pareggiare la forza della NATO in Europa?

Qui si fatica a capirci qualcosa. E' possibile che questa sia una
semplice mossa politica da parte degli europei, per contrastare
un'eventuale riduzione dell'appoggio di Trump alla NATO? Oppure c'è
sotto l'intenzione di creare una vera e propria forza di invasione -
chiedo scusa, volevo dire una "forza di pace" - per andare a risolvere
direttamente i nostri problemi in situazioni critiche, come ad esempio
quella della Libia?

E soprattutto, perchè questa notizia è uscita in tutto il mondo, dalla
ABC americana alla russa RT, mentre sui nostri media nessuno ne parla?

Massimo Mazzucco

imolamoggi Ius soli: immigrato spiega come sarà imposto agli italiani il cambio “culturale n.tre videi Gentiloni: Non illudere gli italiani, l’immigrazione continuerà

 Ius soli: immigrato spiega come sarà imposto agli italiani il cambio
“culturale”

PAZZESCO!  –  scrive Giovanni Donzelli su facebook – Clamorosa
ammissione di un immigrato. A suo dire, con la cittadinanza automatica
ed il diritto di voto, gli stranieri in Italia prenderanno decisioni
al posto nostro. Diffondete, ogni italiano deve ascoltare queste
parole!

“Al di là dell’ostruzionismo, volenti o nolenti, ci sarà PER FORZA un
passaggio culturale. Nel momento in cui sarà riconosciuta la
cittadinanza, a quel punto si creerà un nuovo perso politico per cui
coloro che oggi spaventano e utilizzano in maniera fraudolenta certi
termini non avranno piu’ abbastanza spazio per raccontare frottole.”

Frottole? E quando si parla di passaggio culturale, è giusto mostrarlo


Ius soli, Berlato: questa maggioranza non ha legittimità popolare per decidere

NEWS, POLITICA venerdì, 27, gennaio, 2017

IUS SOLI – SERGIO BERLATO (FDI-AN-MCR) QUESTA MAGGIORANZA NON HA
ALCUNA LEGITTIMAZIONE POPOLARE. IL PD NON TENTI COLPI DI MANO CONTRO
LA VOLONTA’ DEGLI ITALIANI.
“La scellerata riforma sullo ius soli deve fare la stessa fine di
questo Governo non legittimato: sparire e cadere nel dimenticatoio ”
così Sergio Berlato, Consigliere regionale e Coordinatore per il
Veneto di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, a seguito delle
dichiarazioni del ex ministro Kyenge e di alcuni parlamentari del PD
che vorrebbero con un colpo di mano approvare la legge sullo ius soli.

“Con più di tre milioni di disoccupati e un’immigrazione fuori
controllo la sinistra continua a inseguire bandiere ideologiche,
tentando colpi di mano con una maggioranza ormai sprovvista della
legittimazione popolare”
“La sinistra abbia un sussulto di dignità e la smetta di forzare la
mano come ha provato a fare con le riforme costituzionali sonoramente
bocciate dagli italiani con il referendum dello scorso 4 dicembre –
ricorda Berlato che conclude – si vada al voto e il PD sottoponga al
consenso degli elettori queste scellerate proposte e vedremo i
risultati. Ogni altra soluzione rappresenterebbe una vergognosa
forzatura”.

Ufficio stampa Sergio Berlato
Consigliere regionale
Presidente della Terza Commissione consiliare
Coordinatore per il Veneto di Fratelli d’Italia –AN

IUS SOLI, UN’ARMA DI CONQUISTA

NEWS, POLITICA venerdì, 10, marzo, 2017

Molte persone fanno fatica a districarsi col linguaggio latino e non
comprendono esattamente  su quali parametri si basa il riconoscimento
di cittadinanza.
Intanto cos’è la cittadinanza? La cittadinanza è il riconoscimento
delle istituzioni dello Stato di appartenere a quella determinata
collettività.
La cittadinanza può essere riconosciuta alla nascita oppure nel caso
di uno straniero dopo diversi anni di residenza sul suolo nazionale.
La cittadinanza comporta obblighi e diritti, ed è un segno di
riconoscimento identitario ben preciso. In particolare chi è cittadino
di un determinato paese ha l’obbligo  di accettare indiscutibilmente
le leggi dello Stato.

L’incognita della cittadinanza risiede nel “metodo di riconoscimento”,
soprattutto per quello che è il “riconoscimento alla nascita”.
Se il riconoscimento di cittadinanza viene dato al “nascituro figlio
di cittadini dello Stato in cui nasce” (es. il bimbo nasce in Italia
da genitori italiani) , il metodo di riconoscimento della cittadinanza
viene definito  IUS SANGUINIS ovvero il diritto cade in linea retta da
genitori al figlio. Lo stesso vale anche quando un solo genitore sia
autoctono (ovvero con cittadinanza di quello stato).
Se invece il riconoscimento di cittadinanza “viene dato a qualsiasi
bambino che nasce nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla
nazionalità dei genitori,” il metodo di riconoscimento della
cittadinanza viene definito  IUS SOLI.
LA DIFFERENZA STA QUINDI NON NEL RICONOSCIMENTO ALLA NASCITA, MA IN
CHI SONO I GENITORI.
Uno dei paesi che sin dalla propria costituzione riconosce la
cittadinanza sulla base dello “ius soli” sono sicuramente gli Stati
Uniti d’America.
Gli attuali cittadini, i cd. Statunitensi non sono originari del
continente nord americano. Gli autoctoni, ovvero quelli originari del
continente sono i pellerossa, che sono  nelle riserve, annientati nei
secoli dai continui sbarchi di coloni , che li hanno espropriati delle
loro terre.
E’ chiaro degli  Stati che si sono formati sulla  sopraffazione del
popolo autoctono non potevano che applicare il diritto di cittadinanza
fondato  sullo “ius soli”; vice versa  nessun individuo approdato in
quelle terre, avrebbe  potuto essere riconosciuto cittadino americano
attraverso il riconoscimento “ius sanguinis”, dato che nessuno di loro
era nato da genitori autoctoni.
Se i coloni non avessero invaso gli  Stati Uniti, oggi i cittadini
americani sarebbero solo i pellerossa, e non i bianchi provenienti dal
continente europeo. I pellerossa probabilmente invece di abitare nelle
riserve, vivrebbero  nelle città.
E’ ovviamente chiaro che una società basata sulla conquista dei
territori, non poteva alla sua base riconoscere la cittadinanza per
diritto di sangue (ius sanguinis) perchè avrebbe disconosciuto sé
stessa. Ed è questo il motivo storico per cui negli Stati Uniti la
Cittadinanza si acquisisce per nascita  indipendentemente dallo status
quo dei genitori.

L’Italia vanta una storia di almeno cinquemila anni . Nonostante più
volte nei secoli essa sia stata invasa è sempre riuscita a liberarsi e
a ripristinare la propria cultura.
L’Italia insieme alla Grecia, vanta anche una storia del diritto
millenaria [a differenza degli USA il cui diritto è stato importato
dalla Gran Bretagna – diritto anglosassone di common law] .
Sebbene il diritto anglosassone di common  abbia subito alcune
influenze dal diritto romano , esso si differenzia in modo sostanziale
da quello continentale europeo e soprattutto da quello Italiano.
Orbene, nel diritto italiano,  così profondamente legato alla dottrina
giuridica continentale e al diritto greco – romano, il cittadino è
colui che non solo nasce in suolo italico, ma nelle cui vene scorre il
sangue delle tradizioni, degli usi, dei costumi e delle leggi
italiche., lo ius sanguinis appunto.
E’ chiaro che la denominazione “sangue” è una metafora, che serve però
a distinguere chi, non solo nasce in un determinato territorio, ma
anche e soprattutto sia depositario del diritto di eredità di una
cultura millenaria.
E’ con questo metodo che l’Italia ha mantenuto nei secoli la propria
individualità, e difeso  la propria  cultura da possibili
penetrazioni.
E’ CHIARO DUNQUE CHE LA DIFFERENZA TRA LO “IUS SANGUINIS” E LO “IUS
SOLI” E’ FONDAMENTALE. ED E’ ATRESI’ CHIARO QUANTO SIA PERICOLOSO
CONFONDERE I DUE TERMINI.
Mentre il primo, lo ius sanguinis, tende a difendere l’identità
nazionale da qualsiasi penetrazione culturale straniera; il secondo
“lo ius soli”, apre completamente le porte a qualsiasi altra cultura,
che poi può portare danni irreparabili alla struttura dello Stato e
alla stessa collettività.

Un esempio storico inoppugnabile è  la caduta dell’Impero Romano
d’Occidente .  Fu proprio a causa delle infiltrazioni e dei matrimoni
tra romani e soggetti dei territori conquistati che l’Impero
d’Occidente cadde nel 476,  ben mille anni prima dell’Impero d’Oriente
(che cadde nel 1453) , il quale invece rimase fortemente sigillato
nella propria identità, rifiutando qualsiasi infiltrazione.
L’Impero Romano di Occidente fu rovesciato proprio da coloro che
avevano acquisito la cittadinanza per matrimonio. Essi rovesciarono il
potere di Roma, non essendosi mai riconosciuti in quella romana, e
meditando la vendetta.

E’ quello che può accadere in qualsiasi paese che dispensi la
cittadinanza senza scrupoli. Quando i cittadini stranieri in possesso
di cittadinanza diverranno di numero maggiore rispetto agli autoctoni
, essi pretenderanno di imporre la loro cultura, di rovesciare i
fondamenti giuridici dello Stato, e si andrà incontro ad un fenomeno
di meticciamento culturale, un popolo che sarà , o imbrigliato in una
cultura che non gli appartiene, oppure ancor peggio in piena crisi
identitaria.

Pensiamo a quello che sta accadendo attualmente, con i flussi
migratori . Se ci fosse il riconoscimento di cittadinanza basato sullo
ius soli, qualsiasi donna partoriente proveniente da qualsiasi parte
del mondo che mettesse piede sul suolo italico,  vedrebbe riconosciuta
la cittadinanza al proprio figlio.
In pochissimi anni il numero di italiani autoctoni scenderebbe
rispetto al numero di italiani riconosciuti, con grave pericolo
dell’identità nazionale.
Pensate all’utilizzo del burqa, alle rappresentanze sociali. In men
che non si dica gli stranieri riconosciuti diverrebbero la maggioranza
e imporrebbero i loro usi e costumi, pretenderebbero nuove leggi,
diverse, imporrebbero religioni ,  taglierebbero diritti .

Non è una lezione di civiltà chiedere ad un popolo di abbassare le
difese e rinunciare alla propria identità.
E’ piuttosto un obiettivo: quello dei mondialisti. Gente priva di
scrupoli , per cui contano solo il denaro e i mercati.  Le cd. Elites
finanziarie.
Un popolo quando è in crisi identitaria non ha forza di ribellarsi,
inoltre lo scontro rimane nelle basse fasce e non rischia di dilagare
verso le fasce alte , quelle dirigenziali.
In questo modo i potenti ottengono la “governabilità”.

La mescolanza di razze ed etnie porta anche ad una competitività
esagerata per la sopravvivenza,  ad un surpls di mano d’opera e quindi
la disponibilità per le elite di avere mano d’opera a bassissimo
costo.
Aumentare il numero della popolazione attraverso lo ius soli
comporterà dei vantaggi solo e soltanto per le elite.
Non più popoli con proprie identità, ma tante etnie sempre in lotta
fra loro, fino a sopraffarsi l’un l’altra e sbriciolare tutta la
storia dei secoli precedenti.

Non si può pensare di difendere la propria cultura aprendo le porte
all’invasione. L’invasione uccide. E come se il contadino permettesse
che un gregge di pecore entrasse nel campo seminato: dopo il passaggio
del gregge il campo non frutterà più. Invece il contadino, se vuole
che quel campo produca frutti, deve  proteggerlo  con una  staccionata
, così  il gregge è costretto ad aggirare il campo e il raccolto sarà
salvo.

La storia è piena di esempi di antichi popoli e culture scomparsi a
causa dell’invasione incontrollata di altri e ci deve insegnare.
Un conto è accogliere lo straniero in difficoltà, una tantum, un altro
è aprire le porte ad una immigrazione incontrollata riconoscendo
diritti prima ancora di conoscere come quei diritti saranno
utilizzati.
La cittadinanza va meritata, non può essere regalata, solo perchè la
mamma ha messo piede sul suolo  italico.
Non  si tratta di discriminazione, di razzismo, come molto vogliono
far credere, ma di semplice riconoscimento delle diversità.
La storia di ogni popolo fa la differenza, e le differenze sono una ricchezza .
E’ solo grazie alle differenze che tutti i popoli possono sopravvivere
e portare avanti la loro identità nel rispetto delle altre.
E’ l’essere diverso l’uno dall’altro che ci rende speciali, non il suo
contrario.
NO IUS SOLI, NE ORA NE MAI.

Lorella Presotto, 9 marzo 2017

Gentiloni: Non illudere gli italiani, l’immigrazione continuerà

NEWS, POLITICA venerdì, 10, marzo, 2017

Al vertice Ue, oggi, “è stata molto utile la discussione
sull’immigrazione. E’ importante per noi che l’Italia sia considerata
con un ruolo di leadership per quanto riguarda tutte le questioni
relative alla rotta del Mediterraneo Centrale”. Lo ha affermato il
presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, parlando con la stampa al
termine della prima sessione del Consiglio europeo, stasera a
Bruxelles.

“Naturalmente – ha proseguito il premier – questa è una
responsabilità, perché significa scommettere che funzionino le intese
che stiamo cercando di far funzionare con la Libia, con il Niger, e
con altri paesi africani”, alcuni dei quali saranno rappresentati in
un incontro con i ministri europei “a Roma tra qualche giorno”.

“Se quelle intese funzioneranno – ha aggiunto Gentiloni – si riuscirà
a fare anche sulla rotta del Mediterraneo centrale il passo nella
direzione che bisogna prendere”. Una direzione, ha concluso il
premier, “che non è quella di illudere gli italiani su un’improvvisa
estinzione del fenomeno migratorio, ma quella di renderlo più
gestibile, regolare e meno in mano ai trafficanti di esseri umani”.

(askanews)
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Maria Doss

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