mercoledì 22 marzo 2017

Caos alla Camera







Il Fatto Quotidiano ha appena postato un aggiornamento sulla petizione "@pietrograsso e @lauraboldrini: Vitalizi, poniamo fine al privilegio"



Caos alla Camera dopo che l’ufficio di presidenza ha approvato la proposta del Pd sui vitalizi




Caos alla Camera dopo che l’ufficio di presidenza ha approvato la proposta del Pd sui vitalizi e bocciato quella del Movimento 5 Stelle. “Sono scioccato. La nostra proposta è stata bocciata e abbiamo presentato un emendamento alla proposta Pd della Fedeli che richiama la proposta Richetti, emendamento giudicato inammissibile. Siamo alla follia”, ha commentato il vicepresidente della Camera Luigi...



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  "Le navi ong accendono i fari e gli scafisti mandano i migranti"

Il racconto dell'ammiraglio Enrico Credendino, comandante
dell'Operazone Sophia dell'Ue: nuove accuse sulle missioni delle ong
al largo della Libia

Giuseppe De Lorenzo - Mer, 22/03/2017 - 09:49
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Se due indizi fanno una prova, contro le navi ong che "soccorrono" i
migranti ci sono tutti i presupposti per lanciare un'accusa.

E non è un caso se, con tutti i termini diplomatici di un ammiraglio,
anche Enrico Credendino, comandante dell'operazione Sophia per i
respingimenti in mare, ha puntato il dito contro le tecniche
utilizzate dalle navi umanitarie per abbordare i gommoni e trarre in
salvo i disperati.

L'attacco alle navi ong

In una intervista al Corriere, il 54enne ammiraglio che da due anni
guida l'operazione Ue Navfor Med, ha confermato che l'aumento dei
salvataggi ha avuto l'effetto negativo di spingere gli scafisti ad
aumentare i viaggi della morte. E la "colpa", se così si può chiamare,
non è di Sophia. Ma delle missioni: "Nonostante abbiamo salvato 34mila
persone, abbiamo fatto solo l'11,8% dei soccorsi. Ci sono ong che
fanno quasi il 40% e attraggono molto più". Facciamo attenzione alle
parole: Credendino usa al verbo "attrarre". E lo fa a ragion veduta.
Le onlus, dice, "lavorano spesso al limite delle acque libiche, la
sera hanno questi grossi proiettori: gli scafisti li vedono e mandano
il gommone verso questi proiettori".



Qualche dubbio Credendino lo ha pure sulle capacità di spesa delle
organizzazioni non governative, che con risorse proprie riescono a
levare l'ancora per più tempo di quanto non riescano a fare le
missioni europee. "Stare in nave 24 ore - spiega l'ammiraglio - è
costoso. Alcune navi ong sono avanzate, hanno anche piccoli droni.
Sono investimenti importanti".

Le accuse contro le missioni umanitarie

Che Medici senza Frontiere, Croce Rossa e via dicendo siano
alacremente impegnate nei salvataggi in mare non è una novità. E la
cosa gli fa anche onore: salvare delle vite umane è cosa sempre
positiva. Il problema è quando cominciano a fioccare le accuse di
essere "colluse" con gli scafisti, di aiutare - di fatto - il business
dei trafficanti e di incrementare i viaggi della speranza (e di
conseguenza i morti in mare). I radar delle navi dimostrano che le ong
arrivano a poche miglia dalle coste libiche, gli stessi scafisti
assicurano ai migranti che "tanto ti vengono a salvare quelli delle
missioni" e ora si scopre che di notte accendono pure i fari per
indicare la strada ai trafficanti. Affari o operazioni umanitarie?

Migranti, ombre sui fondi alle ong. "Navi da 400mila euro al mese"

Indagine conoscitiva sulle ong che "aiutano" gli immigrati nel
mediterraneo. La procura di Catania: "Quali sono le fonti di
finanziamento?"

Sergio Rame - Mer, 22/03/2017 - 09:57
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A partire dal settembre dell'anno scorso la procura di Catania ha
registrato un improvviso proliferare di unità navali delle ong.

"Fanno il lavoro che prima svolgevano gli organizzatori - denuncia il
procuratore Carmelo Zuccaro - accompagnano fino al nostro territorio i
barconi dei migranti". Nei momenti di maggior picco è stata, infatti,
registrata la presenza di ben tredici assetti navali.

Intervenendo alla seduta del Comitato di controllo sull'attuazione
dell'accordo di Schengen, il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro è
tornato a denunciare gli oscuri rapporti tra le ong e l'emergenza
immigrazione su cui la procura ha recentemente aperto un fascicolo
conoscitivo. "Ci siamo voluti interrogare - ha spiegato - sulle
evoluzioni del fenomeno e perché vi sia stato un proliferare così
inteso di queste unità navali e come si potessero affrontare costi
così elevati senza disporre di un ritorno in termine di profitto
economico".

Quello che è emerso da questa indagine conoscitiva è che il Paese
europeo che ha dato vita alla maggior parte di queste ong è la
Germania cui fanno capo cinque di queste organizzazioni con sei navi,
tra cui le due di Sos Mediterranee. Il tutto, sottolinea Zuccaro, con
costi mensili o giornalieri "elevati". "Aquarius" di Sos Mediterranee,
a esempio, ha un costo di 11.000 euro al giorno. Il Moas di
Christopher e Regina Catrambone, ong con sede a Malta, "ha costi per
400.000 euro mensili" e ha due navi Phoenix, battente bandiera del
Belize, e Topaz con bandiera delle Isole Marshall. "Crea sospetti - ha
proseguito il procuratore di Catania - anche questo dato dei Paesi che
danno bandiera alle navi". A questo punto, ha quindi concluso Zuccaro,
"ci si deve porre il problema di dove venga il denaro per sostenere
costi così elevati, quali siano le fonti di finanziamento: sarà
compito della successiva fase conoscitiva. Faremo verifiche ulteriori
sulle ong che portano migranti nel nostro distretto".

Migranti, un patto con la Merkel per sbloccare l'accoglienza

Il ministro dell'Interno Marco Minniti annuncia un patto con la
Germania per sbloccare la questione dell'accoglienza: coinvolte anche
Svizzera e Austria

Ivan Francese - Mer, 22/03/2017 - 10:56
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Un patto fra Roma e Berlino per aggirare il problema delle quote
migranti, con la collaborazione di Berna e Vienna.

È questa l'idea che sta al vertice della strategia diplomatica tessuta
dal ministro dell'Interno Marco Minniti per sbloccare lo spinoso tema
dell'accoglienza dei richiedenti asilo, che secondo i piani di
Bruxelles dovrebbero essere ripartiti fra i Ventisette ma che in
realtà si concentrano per la maggior parte in Grecia, Italia e
Ungheria.

In un colloquio con La Stampa, il titolare del Viminale spiega come la
Germania abbia accettato di accogliere 500 migranti al mese, mentre
anche Austria e Svizzera abbiano fatto assicurazioni in senso analogo.
Questo è forse il risultato più significativo del vertice di Roma di
lunedì, quando il governo italiano ha celebrato il primo appuntamento
di una serie di incontri volti ad alleggerire la pressione migratoria
sul nostro Paese: e se da un lato i Paesi dell'Europa germanofona,
insieme a Francia e Slovenia, si dicono pronti a collaborare per
ripartire l'onere dell'accoglienza, dall'altro la maggior parte del
lavoro va fatta con gli Stati dell'Africa settentrionale.

Gli accordi con i Paesi del Maghreb

Che, come sempre, chiedono aiuti in mezzi e denaro per bloccare i
flussi in partenza. Oltre alla Libia si lavora a raggiungere intese
con i governi di Niger, Tunisia ed Algeria; più difficile l'intesa con
l'Egitto, per cui pesa sempre la mancata soluzione del caso Regeni. Ma
anche in Libia c'è ancora molto da fare: gli uomini della diplomazia
sono all'opera per intessere una trattativa anche con il generale
Haftar, che controlla la città di Tobruk, nell'est del Paese ed è
supportato proprio dagli egiziani.

Ma il problema resta in Libia

Tuttavia bisogna ricordare come oltre il 90% dei barconi parta proprio
dalla Libia e nello specifico nel tratto di costa compreso fra la
capitale Tripoli e il confine con la Tunisia. Una porzione di
territorio formalmente controllata proprio da quel governo di Al
Sarraj a cui l'Italia ha affidato, ormai alcune settimane fa, il
controllo sulle partenze.


Papa Francesco: "Continui l'accoglienza per profughi e rifugiati"

Papa Francesco lancia un messaggio per l'accoglienza dei migranti:
"Proseguire nell’impegno per l’ospitalità per i profughi e per i
rifugiati"

Luca Romano - Mer, 22/03/2017 - 11:48
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"Non fermatevi". Papa Francesco torna a parlare dell'accoglienza dei
migranti e salutando i direttori diocesani della Fondazione Migrantes
e afferma: "Incoraggio a proseguire nell’impegno per l’accoglienza e
l’ospitalità dei profughi e dei rifugiati, favorendo la loro
integrazione, tenendo conto dei diritti e dei doveri reciproci per chi
accoglie e chi è accolto".

Poi aggiunge: "Non dimenticate - ha aggiunto - che questo problema è
la tragedia più grande dopo la Seconda Guerra Mondiale".

Il Pontefice intanto si prepara per la visita a Milano nei prossimi
giorni dove ada attenderlo ci sarà l'Arcivescovo Angelo Scola che a
"Il Diario di Papa Francesco" su Tv 2000 afferma: "Milano è in un
momento di rinascita. Anche dal punto di vista artistico - ha
sottolineato il cardinal Scola - i visitatori sono enormemente
aumentati, stiamo raggiungendo Roma e Firenze. Sta tornando la grande
tradizione milanese: 'Milano con il cuore in mano'. Sta crescendo
qualcosa soprattutto nelle parrocchie, nelle associazioni e nei
movimenti che sta rendendo attuale in una forma nuova questa
attitudine che è propria della 'Milano città di mezzo'. E un ruolo
importante lo detiene il volontariato non solo quello cattolico".



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