giovedì 17 dicembre 2015

Ayahuasca Italia

VUOI CURARTI O VUOI SANARTI? Tutte le cose le possiamo abbordare da dentro o da fuori. Ognuno sceglie.
Curare malattie o sanare malati?
Una visione Trascendente della Sanazione e la guarigione del corpo fisico

ESISTONO MOLTI MODI DI CURARE LE MALATTIE, PERO’ ANCHE SE LA MALATTIA SI CURA... SI SANA IL MALATO?
Se la “malattia” è interiore, psicoemozionale o sentimentale, è perchè c’è un disequilibrio, una disarmonia, un’insoddisfazione esistenziale, per cui il malato necessita SANAZIONE: questo è curarsi da dentro.
Quale malattia non è interiore, non nasce da dentro?
La maggior parte delle persone hanno una o altra malattia fisica, psicologica o emozionale, però non siamo coscienti dell’opportunità di sanazione che c’è nascosta.
La malattia è una conseguenza di qualcosa, però inoltre è un cammino, un simbolo, uno stato di maestria poiché può esercitare da guida verso la sanazione.
La cura arriva da fuori, è relazionata con le malattie e dolori; la sanazione proviene da dentro, è relazionata con la trasmutazione della sofferenza , l’insoddisfazione e la felicità.
Se una malattia vuole essere curata senza che l’individuo si voglia sanare, ci sono molte alternative “officiali” e anche “alternative” che offrono trattamenti, medicine e tecniche di cura delle malattie.
Un malato che normalmente cerca la cura dal fuori, necessita di qualcuno che gli prometta che lo curerà, almeno per non perdere la speranza. Incluso pagherebbe molto denaro per farsi dire ciò che vorrebbe sentire: “TI CUREREMO”.
Io non offro e non prometto nulla rispetto alla cura delle malattie. Non è qualcosa che mi interessi personalmente, però sì è vero che molta gente che vive processi con Ayahuasca nei nostri ritiri, cura dolori, malesseri e incluso malattie. Però non è l’Ayahuasca che cura, bensì lo stesso organismo di ogni persona, che quando riapre la sua farmacia biochimica interna, realizza un processo di cura tremendamente effettivo.
La malattia può generare dolore, malessere, angoscia, sofferenza, ansia, infelicità, inconformità, paura, colpa, solitudine...ecc. Incluso la morte, però anche da molti benefici indiretti, coscienti o incoscienti. Molti malati dicono nel suo interno in silenzio: “Non lascio la malattia fino a che la salute non mi garantisce gli stessi benefici che mi da la malattia”.ù
Detto questo, possiamo dire che ci sono molte parti nella catena della malattia: un individuo, una malattia, determinati sintomi più o meno fastidiosi, alcuni pregiudizi o benefici, una o varie reazioni psicoemozionali dell’individuo che ha la malattia, e soprattutto un’attitudine essenziale che assume la persona con la situazione che provoca la malattia. Poi anche ci sono molti modi di abbordare ognuna di queste parti. Ma qual è la radice di tutte le malattie, la causa della sofferenza, quella originale?
Secondo molti sciamani che ho consultato, la malattia è di natura spirituale.
Quando qualcuno cerca di curare la malattia appare tutta la catena completa prima descritta, che unisce l’anima dell’individuo con il senso della malattia. E’ una relazione intima, che non si vede e incluso la maggioranza di persone non percepisce, questo contatto ANIMA-SENSO nasconde un modello di relazione non solo con la malattia bensì con tutti gli altri. Quando si trova il senso spirituale della malattia si può accedere alla comprensione dell’origine della stessa. Il fenomeno sanatore succede tra il senso razionale e il significato irrazionale.
Per questa ragione gli sciamani affermano che la malattia non è fisica, nè emozionale, nè mentale.. bensì spirituale. L’anima non ha la possibilità di liberarsi nella vita dell’individuo, questo è il maggiore tra i traumi o la malattia più profonda: la repressione della nostra essenza.
L’attitudine che ha una qualsiasi malattia nasconde la chiave della sanazione dell’anima. Non perché l’anima è malata bensì perché l’impossibilità di manifestarsi crea un conflitto esistenziale. Se comprendessimo il messaggio, ci predisporremmo a realizzare una trasformazione di vita che permette l’espressione della nostra essenza di amore.
Appaiono molte domande e affermazioni quando si ha una malattia: “Perchè a me? Cos’ho fatto per meritarmi ciò? Qual è la causa? Lo avrò creato io? Come posso curarla?
Voler togliere, curare, superare o dissolvere una malattia suppone un rifiuto all’esistenza stessa.
Però aprirsi alla guarigione alla radice, suppone un’accettazione incondizionata della malattia. Questo non significa non fare nulla per far sì che la malattia si curi, bensì che il processo di sanazione integrale inizia con l’accettazione. Tutto il rifiuto aggrava la situazione.
Il guaritore non cura e non sana, solo guida l’individuo verso un processo di sanazione, che in una prima fase, lo ispira ad accettare, comprendere, perdonare e smettere di avere erronee interpretazioni sulla malattia che lo conduce ad un senso di colpa, ingiustizia e abbandono. In secondo luogo, aiuta a riaprire la fiducia verso la farmacia biochimica che ha ogni organismo vivo, affinchè siano le proprie risorse che facciano il lavoro di guarigione a partire dal dentro.
Abbiamo verificato che molte persone si sono curate da malattie come parte del processo di sanazione con differenti tecniche o guaritori, però non posso assicurare nemmeno offrire nessuna cura garantita, non mi dedico a ciò.
La sanazione lavora a partire da una coscienza pulita, senza giudizi e resistenze, per questo aiuta al malato a disidentificarsi dalla malattia, per poter vedersi a se stesso come individuo separato dalla malattia, e per poter integrare la realtà, del fatto che c’è un’unione perfetta tra l’individuo e la malattia per molte ragioni che si possono arrivare a comprendere attraverso un processo di evoluzione interiore.
In questo modo si creano le condizioni ottimali per iniziare un cammino di sanazione e cura, in questo ordine prioritariamente; però è anche vero che ci sono persone che dal solo interesse di curarsi, accedono alla possibilità di sanarsi durante un processo di cura, perchè riescono a vedere la relazione che c’è tra l’esterno avariato e l’interno insoddisfatto o ferito.
NON E’ GARANTITO IN NESSUN CASO, ED E’ UNO DEI SEGRETI DELLA GUARIGIONE: AVERE FIDUCIA.
Solo si può assicurare l’amore, la sensibilità e la coscienza al servizio della persona, della sua armonia e del suo equilibrio interno, e della fortificazione della sua salute. Da lì si può fare un qualsiasi trattamento allopatico, omeopatico, naturalista o di qualsiasi natura. Un guaritore o terapeuta sempre aiuterà e accompagnerà qualsiasi di questi approcci. A volte a calmare i sintomi, a volte a potenziare altri trattamenti e a volte a curare la malattia.
Se ciò che una persona cerca è sanarsi, dovrà mettere l’attenzione all’interno, al dentro, a se stesso e la prima cosa da trattare in questa investigazione, è l’attitudine che ha con la malattia.
Alcuni lo negano, altri lo rifiutano, altri si arrabbiano o ne approfittano, altri rimangono attaccati e addirittura innamorati e altri cercano di curarla. Qualsiasi sia l’attitudine, questo è il punto di partenza del trattamento che offriamo: L’ATTITUDINE CHE HA CON LA MALATTIA.
Però si può abbordare allo stesso modo a partire da qualsiasi tecnica o metodo, sempre che il guaritore integri coscientemente il concetto.
Con la “Sanazione Trascendente” (una focalizzazione che ho creato nel 2008), non trattiamo malattie, nemmeno pazienti, trattiamo la relazione che c’è tra di loro. Quando questa relazione si sana si possono fare molte cose nella direzione della cura, e ovviamente nell’ accesso al cammino della sanazione. La relazione che una persona mantiene con altre persone, con il denaro, con la malattia è intimamente vincolato con la relazione che ha con se stesso.
Se vuoi rimpiazzare la parola “malattia” con “problema” o “dipendenza”, e tornare a rileggere questo articolo, vedrai che possiede un senso molto più amplio per la tua vita pratica.
Alberto José Varela
Per maggiori informazioni sui ritiri esperienziali con Ayahuasca:
- italia@innermastery.es

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